1
Uscire dal Piano di rientro e tornare a decidere sulla nostra sanità
- Tempestivo adempimento delle azioni previste dal Ministero della Salute e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’uscita dal Piano di rientro, così da recuperare piena capacità di programmazione e gestione del Servizio sanitario regionale.
- Programmazione degli investimenti, ottimizzazione delle risorse e sostenibilità della spesa, orientando maggiormente le risorse verso i bisogni di salute e l’effettiva erogazione dei servizi.
- Riorganizzazione degli acquisti sanitari, rafforzando la Centrale Unica di Committenza e introducendo modalità innovative nei processi di approvvigionamento.
- Logistica del farmaco e organizzazione dei processi di approvvigionamento e distribuzione, per garantire continuità e tempestività nell’accesso alle terapie.
- Efficientamento della spesa sanitaria per aumentare quantità e accessibilità delle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali rese ai cittadini.
2
Chi governa la sanità e con quali regole
- Riorganizzazione dell’Assessorato regionale della Salute, rafforzandone le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento, monitoraggio e controllo.
- Legalità e trasparenza nei rapporti tra politica e sanità: regole chiare, interlocuzioni tracciabili e piena autonomia del management nelle scelte gestionali.
- Superamento della frammentazione tra sanitario e sociale, attraverso una governance sociosanitaria più integrata e unitaria.
- Rafforzamento dell’organizzazione aziendale e del controllo di gestione, con strumenti direzionali capaci di misurare attività, risultati e utilizzo delle risorse.
- Definizione di un rapporto collaborativo e complementare tra servizio pubblico e sanità privata accreditata, all’interno di una programmazione unitaria dei bisogni e dell’offerta.
- Concorrenza e sanità privata accreditata: revisione delle regole che mettono a rischio la continuità delle strutture esistenti, salvaguardando investimenti, occupazione, professionalità, radicamento territoriale e continuità dell’assistenza.
- Centralità dei diritti dei cittadini, dell’etica e della bioetica nelle scelte sanitarie, comprese la tutela del diritto alle cure e le questioni connesse al fine vita.
3
La sanità vicino a casa: i cittadini protagonisti della propria salute
- Costruzione di una rete territoriale sanitaria, assistenziale e socio-assistenziale realmente integrata, capace di garantire continuità della presa in carico anche nelle aree interne e nei territori più fragili.
- Piena attuazione del DM 77, facendo delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità luoghi effettivi della medicina territoriale, dell’assistenza di prossimità, della presa in carico della cronicità e della continuità assistenziale, e non semplici contenitori.
- Valorizzazione e piena integrazione degli stakeholder sanitari del territorio, a partire da medici di medicina generale e infermieri di comunità.
- Integrazione organica delle Farmacie dei Servizi e degli ambulatori sanitari privati convenzionati nel sostegno alla continuità assistenziale e alla qualità delle cure.
- Valorizzazione delle figure sociosanitarie e del Terzo Settore afferenti alle cure domiciliari.
- Risposte integrate per disabilità, fragilità e bisogni psicologici e psicosociali, evitando la frammentazione dei percorsi assistenziali.
- Nuovi modelli sociosanitari per l’invecchiamento e la longevità, adeguati all’evoluzione demografica e ai bisogni della popolazione anziana.
- Collaborazione strutturata tra servizio pubblico, privato accreditato e Terzo Settore, valorizzandone la presenza e la capacità di prossimità territoriale.
- Empowerment dei cittadini e sussidiarietà circolare, riconoscendo alle persone un ruolo attivo nella costruzione e nel miglioramento dei servizi.
- Valutazione partecipata delle performance organizzative e individuali nelle aziende sanitarie e ospedaliere.
4
Ospedali e pronto soccorso, cure sicure e senza attese
- Riorganizzazione dell’emergenza-urgenza e dei percorsi di accesso al Pronto Soccorso, per ridurre sovraffollamento e tempi di attesa.
- Revisione e rafforzamento della rete ospedaliera, nel rispetto del DM 70 e in coordinamento con la rete territoriale prevista dal DM 77.
- Edilizia ospedaliera e ammodernamento delle infrastrutture: strutture sicure, efficienti, moderne e tecnologicamente adeguate ai nuovi modelli di cura.
- Migliore organizzazione e utilizzo dei blocchi operatori, aumentandone efficienza e capacità produttiva.
- Preparazione strutturata alle emergenze e alle maxi-emergenze in Sicilia, rafforzando resilienza, capacità di risposta e continuità assistenziale del sistema.
- Gestione sistematica del rischio clinico e sicurezza delle cure, anche attraverso interventi capaci di prevenire eventi avversi e ridurre sinistri e contenzioso.
5
Liste d’attesa, come avere una visita o un esame quando serve
- Appropriatezza prescrittiva, per evitare richieste inappropriate o non prioritarie che contribuiscono ad allungare inutilmente le liste d’attesa.
- CUP/SovraCUP unico, piena interoperabilità dei centri di prenotazione e agenda integrata pubblico-privato accreditato, con visibilità in tempo reale dell’intera offerta disponibile.
- Prenotazione sulla prima disponibilità utile, nella propria città o, se più rapida, in una struttura vicina e facilmente raggiungibile.
- Rafforzamento delle Reti di Patologia, per assicurare percorsi tempestivi, coordinati e continui.
- Sviluppo e piena applicazione dei PDTA, con particolare attenzione alle patologie rare, affinché il cittadino venga accompagnato lungo l’intero percorso assistenziale.
6
Ammalarsi meno, prevenire prima
- Rafforzamento della prevenzione e delle politiche vaccinali come componente strutturale del Servizio sanitario.
- Applicazione dell’approccio One Health, mettendo in relazione salute delle persone, ambiente e salute delle comunità.
- Pianificazione strategica per la gestione dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute umana, in una visione One Health.
- Potenziamento delle politiche dedicate all’infanzia e alle prime fasi della vita.
- Rafforzamento dell’assistenza nell’area perinatale, dalla gravidanza al parto e alla nascita.
- Promozione e tutela della salute riproduttiva, tutela della fertilità e sostegno alla procreazione, contrasto alla denatalità, sostegno a chi incontra difficoltà a diventare genitore e tutela della gravidanza e dei primi mille giorni di vita.
7
Chi ci cura e chi ci curerà domani
- Programmazione degli organici sulla base dei reali bisogni assistenziali e dell’evoluzione della domanda di salute.
- Aggiornamento degli obiettivi formativi di Medicina e delle Professioni Sanitarie, collegandoli ai nuovi modelli organizzativi e assistenziali.
- Sviluppo dell’interdisciplinarità e della multidisciplinarità, sia nella formazione sia nell’organizzazione e nella presa in carico dei pazienti.
- Valorizzazione professionale e motivazionale di medici, professionisti sanitari e operatori, riconoscendo nelle competenze e nelle persone una risorsa strategica del sistema.
8
Tecnologie che semplificano davvero la vita al paziente
- Costruzione di un ecosistema digitale sanitario regionale integrato e interoperabile, superando frammentazioni e sistemi che non comunicano tra loro.
- Definizione di una Data Governance clinica regionale e utilizzo responsabile dell’Intelligenza Artificiale a supporto dell’organizzazione e dei percorsi di cura.
- Cybersecurity e tutela della privacy come condizioni essenziali della trasformazione digitale.
- Transizione digitale orientata a semplificare concretamente l’accesso ai servizi e i percorsi di cura per cittadini e professionisti.
- Sviluppo della telemedicina, con particolare attenzione alle isole prive di ospedali e ai territori nei quali la distanza limita l’accesso alle cure.
- Rafforzamento delle Life Sciences e della collaborazione tra Servizio sanitario, Università e centri di ricerca.
- Valorizzazione di giovani ricercatori, start-up e PMI innovative, anche attraverso l’Accademia dell’Officina della Sanità.
9
Perché dobbiamo curarci fuori dalla Sicilia?
- Analisi sistematica dei flussi di mobilità sanitaria, individuando patologie, prestazioni e territori che determinano la maggiore fuga dei pazienti verso altre Regioni.
- Interventi mirati nelle aree a maggiore mobilità passiva, rafforzando in Sicilia l’offerta delle prestazioni oggi maggiormente ricercate fuori Regione.
- Potenziamento di competenze, qualità, tecnologie e capacità produttiva, per restituire fiducia ai cittadini e rendere concretamente possibile curarsi bene in Sicilia.
- Governo della spesa farmaceutica secondo criteri di appropriatezza e sostenibilità, recuperando risorse da destinare al rafforzamento dell’assistenza.